Il benessere psicologico è uno stato di equilibrio fra la persona con i suoi bisogni e le sue risorse e le richieste dell’ambiente in cui vive. Si tratta di una condizione dinamica, in continuo mutamento, il cui equilibrio non è dato a priori, ma è il risultato di una valutazione che la persona fa della propria qualità di vita, e dipende da numerosissimi fattori individuali, relazionali e ambientali.

Siamo in uno stato di benessere psicologico quando siamo in grado di affrontare la vita con un atteggiamento psicologico che ci consente di fronteggiare le difficoltà e le sofferenze mantenendo un positivo rapporto con noi stessi e con gli altri. Quando stiamo bene, ci riconosciamo in ciò che facciamo e consideriamo i nostri comportamenti come soluzioni personali adeguate agli eventi della vita con cui ci confrontiamo.

A volte, tutti noi sperimentiamo sentimenti di sofferenza e di disagio enon sempre riusciamo a capire quale sia il problema o quale sia la via d’uscita.

Quando poi ci si rende conto di aver bisogno di aiuto, compare spesso nella nostra mente l’idea comune che andare dallo psicologo corrisponda all’avere qualcosa che non va: “Dallo psicologo? Non sono mica matto!”.Spesso infatti la maggior parte delle persone crede che ci si debba rivolgere ad uno psicologo solo se si hanno disturbi conclamati, come ad esempio la depressione o i disturbi d’ansia. Si fa ancora fatica ad accettare che possono essere molti i momenti di crisi e di difficoltà che si possono incontrare nel corso della vita e rispetto ai quali ci si può sentire disorientati, perdendo di vista quanto sia importante prendersi cura del proprio benessere psicologico, oltre che di quello fisico.

Oggi viviamo in una realtà sociale che, rispetto al passato, appare più complessa. Ciascuno di noi è chiamato a soddisfare esigenze e richieste che a volte difficilmente riusciamo a combinare tra loro edi fronte a queste pressioni, sentirsi insoddisfatti e scontenti è molto comune.Andare dallo psicologo è utile per conoscere meglio se stessi, per individuare le proprie risorse e per imparare ad utilizzarle in modo efficace anche nei momenti di crisi e di difficoltà.Consultare uno psicologo significa darsi la possibilità di considerare un momento difficile da un altro punto di vista, scoprendo che anche dal proprio disagio possono emergere un senso e un messaggio nuovi per la propria vita.

Molte persone, pensando ad un colloquio con uno psicologo, immaginano di fare due chiacchiere con un amico con il quale potersi sfogare ma, a differenza di un amico, lo psicologo è un professionista della salute e, in quanto tale, utilizza strumenti specifici, intervenendo in qualità di osservatore esterno che non giudica e non dà consigli. Rispetto alla relazione di amicizia, un tratto distintivo del rapporto terapeutico è quindi quello della asimmetria, dell’assenza di giudizio e delle competenze tecniche. Gli strumenti principali di intervento sono la relazione, il colloquio clinico e i test, che consentono allo psicologo di individuare le possibili cause di una difficoltà e di mettere in atto possibili strategie che favoriscano il cambiamento. Non è sempliceinfatticomprendere autonomamente le ragioni del proprio malessere e lo psicologo, attraverso un atteggiamento empatico e di partecipazione al vissuto del paziente, aiuta la persona a trovare il significato di un malessere che apparentemente è incomprensibile, supportandola nel costruirsi un modo personale di utilizzare le proprie risorse al meglio.

Concludo con un ultima riflessione, riguardo a quanto sia importante non solo conquistare (o recuperare) e mantenere un stato di benessere, ma anche salvaguardarlo. Quando si cerca un terapeutaè quindiopportuno assicurarsi che colui al quale ci si rivolge per avere un aiuto (che sia di natura psicologica o medica)abbia le giuste cognizioni e competenze, nonché i titoli di studio relativi, per svolgere la professione di aiuto. Al giorno d’oggi infatti troppe persone si “improvvisano” terapeuti, sentono di averne la “vocazione”, ma molto spesso non sono consapevoli dei danni che possono causare ai propri clienti, applicando tecniche sbagliate, inappropriate o che non conoscono alla perfezione. Senza contare le reazioni inconsce che possono scatenare, non essendo poi in grado di gestirle dopo la seduta, poiché completamente (o quasi) a digiuno dei processi che stanno alla base di certe patologie o di certi meccanismi piscologici.

Il primo incontro con il terapeuta è altrettanto importante e va utilizzato per capire quanto ci si senta a proprio agio nella relazione con quel professionista. La relazione di fiducia è la base per lo sviluppo del processo psicologico, perciò, se la persona lo ritiene utile e necessario, è importante che nel primo incontro, e successivamente, ponga allo psicologo le domande che ritiene opportune su come lavora, quale metodologia e strumenti usa, come struttura gli incontri.

Si tenga poi conto che il lavoro con lo psicologo non dura necessariamente anni: questo dipende dal problema portato, dagli obiettivi che la persona si pone e dal metodo di lavoro dello psicologo. Ci sono approcci che richiedono tempi lunghi ed altri un numero limitato di sedute. Prima di iniziare un percorso di sostegno psicologico, comunque, il professionista concorderà con il paziente il tipo di lavoro che verrà svolto e le sue regole. In questa occasione sarà esplicitato anche che la consulenza psicologica potrebbe rivelarsi inefficace. In tal caso, sarà cura dello psicologo affrontare il problema con l’interessato e valutare il da farsi in termini di prosecuzione dell'intervento, della sua conclusione o dell'invio ad altri colleghi specialisti.

 

dott.ssa Genny Belfio